la serena certezza dell’ assaggio

Sento la voce del “runner” che consegna le pizze, è gentile e non ha accento romano. Cosa strana, da un semplice “grazie” mi sento di affermare, dal tono della voce che quella sia una persona gentile, senza neppure averla vista in faccia. “grazie”, un grazie affannato, di chi per forza di cose si è sgonfiato i polmoni di sei piani di scale, gradino per gradito, masticato insidacabilmente a piedi. Bontà della forza di gravità, la discesa al suo motorino da corsa sarà veloce e molto meno faticosa.

Io no, stasera niente pizza. Bontà del supermercato, c’è un vino che da più di un anno riesco ad acquistare a poco più di due euro, se ben freddato sembra valere almeno due euro di più di quel che costa. “Solopaca” bianco, il colore del vino per questa stagione, che ti fa sudare la fronte ma non palpitare il cuore. Undici gradi e mezzo di più che appagante accompagnamento ad un piatto di pasta.

C’è un tizio che riesce a servire la pasta ai suoi ospiti, ma in primo luogo a se stesso, alla perfetta cottura per qualsiasi dente, senza dover usare l’asso nella manica dell’assaggio. Io no, io assaggio sempre perché non mi fido dei tempi riportati sulle confezioni. Questa sera sono voluto essere più matematico che scientifico. Niente assaggio, undici minuti, penne ziti rigate, l’acqua bolle e quando aggiungo il sale si irrita, come se andassi a gettare del pepe dentro una ferita, abbasso la fiamma per evitare che si infuri troppo e mi strabordi la questione. L’orologio, anche se è costato poco, m’ha sempre dato l’impressione di rispettare l’andare del tempo senza strani colpi di testa.

La lancetta lunga si allunga per undici volte, non l’ho persa di vista. Eseguo il rapido iter necessario e servire il piatto di pasta, et voilà! Addento mezza penna zita rigata e il suo “cuore” è bianco, crudo, solido. Ne addento metà di un’altra, stessa cosa. Ho fallito miseramente e non so dove ho sbagliato. Il tizio dovrà darmi spiegazioni, l’orologio resta li dov’è, io continuerò ad assaggiare. M’auguro solo che questo vino continui a costare sempre poco più di due euro e se servito ben freddo, ad avere quel sapore che vale due euro di più.

 

 

Dedicato a chi ogni tanto qui dentro ci butta un’occhio,  anche se io butto un’occhio altrove molto più di ogni tanto.

la serena certezza dell’ assaggioultima modifica: 2008-08-25T22:02:35+00:00da il_boidi
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6 pensieri su “la serena certezza dell’ assaggio

  1. allora sento che è dedicato anche a me. Scrivi bene, credo di avertelo già detto. Sto diventando ripetitiva, lo so. Ma va bene se la ripetizione è gentile come il runner delle scale.
    E il vino bianco da due euro che a berlo gelato ne vale di più è bello, non solo è buono. Bravo Boidi. Le occhiate vengo a darle volentieri quando si legge qualcosa di buono. E azzardiamo…di “vero” (?). Baci

  2. Virtuosismi. Solo virtuosismi, direbbe quel tizio.
    Devi concentrarti sulla pasta, non sulla questione. Orologio, acqua che bolle, sale, vino.
    Devi concentrarti sugli ziti (non hai mica scelto i capelli d’angelo). Hanno bisogno di cuocere, devono cambiare colore, consistenza. Li devi osservare, se proprio vuoi provare a non assaggiarli.
    Chissà, forse quegli undici minuti non erano ancora passati.

    Diavolo di un orologio, farsi incantare così da un vino da due euro. Ben freddato.

  3. niente di scontato… pensavo avessi abbandontato… invece eccoti qui sempre col tuo stile mai scontato… è intrignte quel tuo scrivere e quel tuo vivere le cose scontate in modo non scontato….
    spero anch’io con Te che almeno il vino sia scontato…
    Sorrisi…
    Fly

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