Domenica mattina e campane non se ne sentono

E’ strano che si sia annuvolato mentre non me l’aspettavo (onnipotentistico pensiero), però c’è una strana aria di collina anche se sono accucciato in un’appartamento qualsiasi nel pieno della città.
C’è uno strano richiamo la fuori, silenzioso, un richiamo che lo porta il vento e parte da chissà dove. E’ un cinese, un cinese nella testa, che fa ronzare la sua cucitrice e il suo impercettibile “trac-trac” velocissimo, lo sento, eccome.
Un cane sempre più lontano che abbaia.. il solito cane che c’è dappertutto e gli uccellini… e per fortuna solo quelli… No! … ecco una cornacchia, mi sembrava strano che non se ne sentissero… le hanno rimesse in circolazione per cacciare via i piccioni, mi dicono. Cornacchie telecomandate al servizio del cittadino? Fantascientifico… però, come tutti i piani governativi che non funzionano mai… anche questo ha preso una piega … bislacca. Ora ci sono piccioni e cornacchie in circolazione, e i passerotti, quelli… i più teneri, non ci sono più… per colpa delle cornacchie. E poi i Gabbiani, che li senti solo all’alba … molto presto, che strillano forte per svegliarti e poi più niente, se ne tornano tutti a Piazza Venezia e nelle periferie a volare alti o a ramazzare tra i rifiuti.

In quel richiamo dalla collina, ho sentito anche uno strillo di un bambino e c’è ancora il cinese che armeggia con la sua macchina da cucito nella mia testa e io ho il cellulare scarico da più di un giorno. Ora il pensiero si spacca in due. “Non trovo più il caricabatterie” … “Vorrei del vino bianco ben freddato e una sigaretta”.
Il vino non c’è, le sigarette non le ho più con me, il caricatore di batteria…
se ne starà buono buono sotto un tavolo qualsiasi, impolverato, che aspetta acquattato che la mia mano lo riporti a casa, al sicuro, ben avvinghiato ad una presa amica, con la messa a terra che lo coccola.

Domenica mattina e campane non se ne sentonoultima modifica: 2009-06-21T11:19:00+00:00da il_boidi
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6 pensieri su “Domenica mattina e campane non se ne sentono

  1. Ehi, che piacevole sorpresa ritrovarti. E’ proprio vero che non bisogna mai perdere le speranze.E io passo sempre, di tanto in tanto, nei blog silenziosi che mi interessano. E prima o poi riprendono a parlare. E io riprendo a leggere. Con lo stesso piacere.

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