CHE CI FAI QUI

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Capita di sognare ancora quando la stanchezza non accompagna più lunghi riposi senza sogni e ti senti temprato dopo quelle notti che sfuggono e ti dici e lo vai anche a dire in giro, con un fare compiaciuto, che l’insonnia non rientra nell’elenco dei tuoi disturbi.

 

 

Ma capita di sognare ancora.

Quando quel nulla si riempie di immagini, fotografie in velocissima successione, il riposo si agita, le emozioni intorpidite si scuotono e vedi volti che non ci sono più o che non hai mai conosciuto. Compagni d’avventura passati o persone presenti con cui al massimo hai condiviso un solo istante di sguardo distratto e ti chiedi … “e tu che ci fai qui?”

 

E il letto, che solo una manciata di ore prima era l’ultima e ambita meta al finire della  giornata, si trasforma in un sabbia mobile di lenzuola, legacci di stoffa che sembrano catene e che non scaldano più quel sonno ristoratore che per quella notte si congeda.

 

C’è la luce della scrivania accesa e fuori i colori della notte non cambiano. Anticipi la colazione e i biscotti con i conservanti hanno un sapore più genuino. L’ occhio ti cade in basso a destra e percepisci che il tempo va un po’ più veloce del previsto.

 

Sbirci ancora fuori cogliendo sfumature nuove proprie dell’alba.

 

Ti chiedi, come andrà oggi.

 

Poche ore di sonno nel fagotto e un sogno ormai poco nitido che t’ ha tenuto limpidamente sveglio come una tazza di caffè fortissimo che un carceriere t’ha forzato a bere.

 

Trascorre un altro minuto e pensi che una sigaretta in un orario cosi insolito non faccia poi tanto male ma ormai manca poco e l’accavallarsi di rumori la fuori ti spinge a tirar su un poco le tende e far penetrare quelle sfumature pastello di luce.  Spegni quel lume sulla scrivania che per qualche ora t’ha fatto stare altrove e non puoi scampare alla giornata affannata che tamburella le dita sulle tue palpebre socchiuse.

CHE CI FAI QUIultima modifica: 2009-12-17T14:18:00+00:00da il_boidi
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11 pensieri su “CHE CI FAI QUI

  1. Caro romano, sono passati credo circa 4 anni…forse 5..e quello che restava di te era l’impressione di aver incontrato un amico nell’oceano virtuale…ben poco sapevo….una vecchia opel, l’abitudine al fumo, l’attenzione per i miei post, la cittadinanaza romana ma soprattutto la passione per un malinconico e solitario pitture americano…edward hopper….ho sempre guardato quel quadro pensando a te come l’uomo di spalle…ed io (ovviamente la bionda in compagnia…) in una notte chissà dove….
    in questi anni mi sono tenuta lontana dai blog, dalle chat e da tutto quello che qui si può leggere ed avvicinare….avevo l’impressione che mi turbassero l’anima….
    a volte mi avevi parlato di Roma….allora non la conoscevo per niente….ed adesso so di quanto sia incredibile….e come possa sorprenderti….come un giorno mentre mi trovavo su un autubus diretta verso il policlinico ed ho visto la locandina della mostra di Hopper…e mentre mi perdevo tra i suoi quadri ti ho pensato e mi sei tornato in mente dopo tutto questo tempo…credevo che non ti avrei mai più ritrovato…un accaunt dopo un po scade….ed invece il mio sembra essere sempre attivo….ti scrivo perchè sono felice di poterti leggere di nuovo, per dirti che mangio ancora la spraypan…e forse ti stai chiedendo chi è questa pazza…..o forse se ci pensi bene ti torno in mente 🙂 ciao ilboidi Leonida

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