l’ultimo pasto salato

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E’ stata la sete a svegliarmi, solo lei. Avevo un sonno sereno.

Sarà la gola secca, la cena ricca di sale  o il mio corpo viziato a cui concedo sempre tutto. Per non soccombergli son sempre accondiscende.

 

E’ bastato allungare il braccio sinistro, con gli occhi chiusi, un movimento meccanico.

Sentire la rassicurante forma del tappo di plastica tra le dita arpionate come quella piccola gru del luna park che ti faceva sempre pescare qualcosa e ti portavi via quei premi che  valevano sempre meno della puntata.

 

Portare quella cosa di plastica a forma di bottiglia alla bocca, sempre con la serenità degli occhi chiusi e mandar giù copiosi sorsi d’acqua, è stato tutto cosi semplice.

A quietar la sete non ci vuole niente e la federa di cotone fresco su cui la testa si adagia è sempre accogliente.

 

Non dappertutto è tutto cosi semplice.

 

Sei felice?certo.

l’ultimo pasto salatoultima modifica: 2010-04-12T10:05:00+00:00da il_boidi
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