03/01/2008

Salvaguardandopensieri

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Scrivere sulla carta è tutt’altra cosa. Ho imparato due cose, una buona postura migliora il carattere, la calligrafia intendo. Forzare poco il tratto, stanca di meno e rende la grafia più chiara e comprensibile. E’ fondamentale stancare poco la mano,perché si rischia di non avere abbastanza voglia nelle dita di quanta la mente ne richiede.

Sera dell’addio al vecchio anno, una tazza di tè senza zucchero, una bic nera e questo diario con le pagine bianche. Di li a poco avrei bevuto in compagnia e non di certo del te verde senza zucchero. Dunque mi sono regalato un ora per appuntare quelle cose che si affollavano. Tengo a precisare che in quel frangente non mi passavano mirabolanti riflessioni per la testa, come nella maggior parte delle ore che compongono le mie giornate. Alla fine è rimasta una cosa bella. Riuscire a scattare una fotografia ai pensieri di quell’ora, una fotografia messa perfettamente a fuoco, ho colto bene tanti dettagli. Di tante cose che passano, quell’ora resterà sempre. Trascritta, senza dare al tempo la possibilità di dimenticarla. Ho assaggiato ogni secondo, ogni minuto e rileggendola, non ho dimenticato un solo attimo di quel giro di clessidra.

Ne sono uscito fuori con una postura migliore, una tratto leggibile e un ricordo lungo quanto la vita di quel diario. Per quanto possa ingobbirmi nuovamente o deformare la scrittura, niente può intaccare quel che è scritto su quelle pagine_

30/12/2007

sete di storie

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Ho voglia di un romanzo.

Supponiamo che avessi qualche soldo da spendere in libreria, supponiamo che le ultime volte che sono entrato in un rivenditore di libri ne sia uscito a mani vuote perché ne sono entrato senza idee. Supponiamo che abbia voglia di leggere una storia, non so che storia e supponiamo che senta il bisogno di farmi appassionare da un racconto.

 

Una “bella emozione” è essere conquistati da un libro, suggerirlo a qualcuno che poi ne rimane conquistato a sua volta e lo vive grossomodo con la stessa enfasi.   Questa si che è una degna condivisione di sensazioni.

 

Mi serve un titolo, l’emozione non si farà attendere

28/12/2007

Benazir Bhutto

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E ieri, dopo tanto tempo si è sentito parlare di Eroi, quelli veri, quelli con la prima vocale maiuscola. Martiri ed Eroi, gente seria, nulla a che vedere con tronfi politicizzanti senza papalina che fanno della passione giovanile, un costoso hobby a scapito dello stivale. Siamo in un altro paese che però ai nostri occhi pare davvero un altro mondo. Poche miglia di distanza che sembrano anni luce. Dove un portatore di democrazia è il nemico numero uno. Da quelle parti però “andare per il sottile” non è usanza. Non ci si perde in scartoffiamenti, è soliti andare invasivamente al sodo. Il problema lo si affronta al nocciolo e se un’ avvertimento costa un centinaio di vittime, si capisce subito che non c’è via di fuga se non l’esilio. La stoffa dell’Eroe non si compromette, L’Eroe, il martire è pronto a pagare il prezzo più alto e in quest’era dove si fabbricano Santi ed Eroi sulla carta perché ce n’è penuria, ieri, ad uno sputo dal calice del 2008, ecco sentir parlare di un Eroe, un autentico eroe. Mi correggo, un’autentica Eroina

 

Ed ecco un po’ di retorica, ma quella sana, che non gonfia la bocca_